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Trama
Un’ascensione straordinaria e tragica sulla montagna
più bella e difficile del mondo. Un’impresa diventata il più intricato e
appassionante giallo della storia dell’alpinismo. L’anno è il 1959. La
cima è il Cerro Torre, 3128 metri, il simbolo della Patagonia. La parete
è la Nord, che per quasi mezzo secolo ha resistito a ogni altro assalto.
Lassù è morto l’austriaco Toni Egger, e la scarica di ghiaccio e neve
che lo ha spazzato via durante la discesa ha sepolto anche la
documentazione fotografica dell’ascensione. Il suo compagno di cordata,
Cesare Maestri, è sopravvissuto, ma a sua volta è stato poi travolto da
una valanga: quella dei dubbi e dei sospetti. I due alpinisti sono
davvero arrivati in vetta? La domanda è ancora senza risposta certa.
Questo libro- inchiesta esplora l’enigma dando per la prima volta voce a
tutti i salitori del Grido di Pietra coinvolti.
Autore:
Giorgio Spreafico. Nato nel 1954 a Lecco, ha
respirato fin da ragazzo il profondo amore per la vette di cui la città
della Grigna, di Riccardo Cassin e dei Ragni, una delle storiche
capitali italiane e mondiali dell’alpinismo, è impregnata. È approdato
giovanissimo al giornalismo e dalla seconda metà degli anni settanta
cura su “La Provincia” - il quotidiano di cui è caporedattore e che ha
edizioni a Como, Lecco, Sondrio e Varese - una pagina dedicata alla
montagna, appuntamento settimanale che ha fatto della testata un punto
di riferimento per l’informazione del settore. Più volte segnalato e
premiato anche a livello nazionale per questa sua attività, è autore di
Orme su vette lontane (Lecco 2002), una storia dell’alpinismo lecchese
nel mondo. |