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Trekking
2006 - 4/7 Agosto
Val
Ferret - Valle del Gran S. Bernardo - Comba di Planavalle - Courmayeur |
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Località di partenza:
Courmayeur
Località di arrivo:
Cormayeur
Dislivello in salita:
3189m
Dislivello in discesa:
3575m
Tempo: 3/4 giorni
Difficoltà: E/E |
Descrizione gita:
Clicca sulle
immagini per vedere i riferimenti scritti
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Anche quest'anno, come nei
precedenti, la coppia oramai affiatatissima Mapo/Steo, si è
organizzata un bel giretto......il tutto ovviamente senza allenamento
"preventivo", cosa che vi consigliamo di non emulare visti i risultati sulle
nostre gambe e ginocchia!
Dopo il Giro del Viso, il
Parco dell'Orsiera e la Val di Rhemes, si è deciso di puntare dritti
dritti ad un percorso che ci facesse vivere le emozioni del vivere
sotto al monte più alto d'Europa.
Non potendo optare per il
classico Giro del Bianco causa mancanza di tempo, cartine alla mano,
ci siamo tirati giù un percorso circolare della durata di 3 giorni e mezzo
nelle valli valdostane adiacenti.
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Mapo |

Steo |
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1° Giorno Venerdì 5 Agosto:
Torino - Courmayeur - Levachey (1700m)-
Rifugio W.Bonatti (2055m)
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Rifugio W.Bonatti

Esterno Rifugio |
Partiamo da Torino in auto alle
15,15 circa dal negozio del Grassi. Dopo un viaggio tranquillo siamo a Courmayeur alle 16,50
circa col bus che parte poco dopo e noi senza biglietti, pane e fiammiferi.
A questo punto vi è uno scatto di anzianità di Steo che arriva al bus che le porte sono quasi chiuse. Il bus parte carico
di scout e turisti e comincia ad inerpicarsi verso la Val Ferret. Alle 17,50
scendiamo alla fermata Levachey e la pioggia ci accoglie impietosa. Mettiamo
su le mantelline e cominciamo a salire, obiettivo rifugio W. Bonatti a mt.
2055. La salita è abbastanza dura anche se su un sentiero ben segnato e
largo. "Non c'è un cazzo da fare, la montagna è bella anche quando piove"
è la massima del Mapo che ci porta al rifugio in 40 minuti circa!
Il rifugio è pienissimo, ha una
capienza di 80 posti, e degli ospiti noi 2 siamo gli unici Italiani, il
resto è un mix variopinto giunto lì per compiere il classico Giro del
Bianco.
Ci facciamo una doccia calda e
scendiamo in sala mensa.
A cena siamo insieme ad una
coppia del New Mexico, in cui lui fà l'originale lavoro dello spazzacamino,
e ad un padre Inglese di origini asiatiche con 2 figli. Sfoderiamo il nostro
inglese per farci capire, e pare che questo riesca. Antipasto, 2 primi,
un secondo, dolce e 1 lt di vino sono l'ottima cena offerta dal
rifugio ..... struttura veramente di "livello"!
Un paio di Genepy prima della
nanna, consultazione della cartina per il giorno dopo e poi su in camera.
<<< dettagli
escursione >>>
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Maltempo

Cena |
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2° Giorno Sabato 6 Agosto:
Rifugio W.Bonatti (2055m) - Col Malatrà
(2925m) - Alp di Sez (1750mt)
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La mattina |

Alpe di Gioe |

Il Vallone Malatrà |

Vallone Malatrà dall'alto |

Fiocca verso il colle |
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Colle Malatrà |
La sveglia è alle 7,40 dopo
una nottata insonne per Steo causa squaraus. La colazione è
abbondante....salutiamo gli amici e partiamo verso le 9,10 alla
volta del Col di Malatrat, accesso alla Valle del Gran San
Bernardo. Il tempo è pessimo, piove e tira vento, e pare che si sia
gli unici a prendere quella direzione.....gli altri continuano tutti col
tour del Mont Blanc. Dopo mezz'oretta di cammino siamo all'Alp di Gioe
dal quale parte il magnifico vallone di Malatrà. Dopo una piccola sosta
per le foto attraversiamo il piano di Malatrà senza faticare
troppo e il maltempo ci concede una piccola tregua. Finito il vallone il
sentiero poggia a sx e comincia a salire "da bestia" portandoci in breve
su di un altro piccolo pianoro sotto il colle. Siamo a circa 2600mt e si
vedono i primi nevai. Si poggia di nuovo a sx e verso i 2700m fa
capolino una nevicata fastidiosa e si prosegue sul sentiero a mezzacosta
oramai coperto da 5cm di fioca fresca e veia. Arriviamo al colle alle
11,55 dopo 2,45h di cammino soste comprese. Il colle è "nicu nicu"
(piccolo piccolo), si trova a quota 2925m e sarà largo 120cm al
massimo....... un vero e proprio pertugio. Foto di rito e vista la
giornata inclemente decidiamo di ripartire subito. La discesa parte
ripidissima su pietraia umida, poi ci inganna un pò il vedere dei
sentieri a mezzacosta in lontananza, il che ci fa credere che il ripido
si plachi da un momento all'altro. Per farla breve perdiamo più di
600m in un ora e arriviamo all'alpeggio TSA di Meredeux (2265m)
alle 13,20. Qui ci accolgono un bergero "informe", il classico orco
buono, e la sua famiglia. Compriamo 1kg di formaggio e "l'orco buono "ci
offre anche dell'ottimo salame che fanno loro ma che non vendono. A
questo punto riprendiamo la discesa verso l'Alpe de Bois, ma data
la condizione precaria delle nostre ginocchia ci fermiamo all'Alp di
Sez a 1750m alle 14,50.
Riassumendo 5,40h di
cammino, 900m di dislivello in salita e 1200m in discesa!
Piazziamo la tenda in un
posto già troppo civilizzato, in quanto si vedono in lontananza alcune
baite raggiungibili in auto, e questo scatena l'intolleranza di Mapo,
che però deve cedere al male alle gambe, in quanto l'alternativa sarebbe
farsi altri 300m di dislivello in salita. Facciamo una lauta cena a base
di pasta e fagioli, salame, formaggio, mezzo rosso e una sorsata di
grappa. Alle 20,15 siamo già orizzontali in tenda anche perché
fuori tira un vento che pare di essere a Reykiavik e fa un freddo porco.
Buona notte!!!!
<<< Dettagli Escursione >>> |

Tza di Merdeux |
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La tenda |

Alpeggio Tza di Merdeux |
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Il lavatoio naturale |

Baite in Valle S.Bernardo |
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La pasta e fagioli |
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L'obiettivo di domani |
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3° Giorno
Domenica 7 Agosto
Alp di Sez (1750mt) - Colle Serena (2547mt) - Challancin (1610mt) |
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Smontaggio Tenda |

Valle da cui arriviamo |

Arp de Bois |

Nevai verso il Serena |

Colle Serena |
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Borgata Challancin |
Ci
svegliamo alle 7,30 non sapendo quel che ci aspetterà.....infatti per
colpa di un errore di valutazione ci toccherà di cambiare itinerario che
all'inizio doveva portarci nella Comba di Vertosan. Il cielo è
poco nuvoloso ma fa decisamente freddo per il periodo. Facciamo
colazione col the che si fredda in tempo zero e attendiamo il sole per
iniziare l'attività! Alle 9,15 partiamo direzione Col Serena. Le
gambe sono dure ma non troppo e fortunatamente la prima parte di salita
si fa su di una carrozzabile comoda comoda e raggiungiamo l'Alpe du
Bois (1957mt) alle 10,15. Dopo un tornante parte il sentiero per il
Col Serena, segnalato su di una roccia. L'attacco è tosto ma la pendenza
è costante anche se duretta. Da segnalare il "tracciatore" che non
prende mai il dislivello di punta sino ai 2250mt. Ma.....a quel punto si
aprono le danze, si sale tostissimi sfiorando nevai e ghiaioni, con il
vento gelido che ci accompagna durante la marcia. Intanto si anche
coperto il cielo! Alle 11,40 siamo al Col Serena (800mt in 2,30h).
Fatte 2 foto scendiamo al volo verso la Comba di Planavalle, il vento batte fortissimo e
abbiamo le mani gelate. Scendiamo tranquilli fino al bivio per il Col
Felita che dovrebbe essere la nostra porta verso la Comba di Vertosan.
Arrivati presso l'alpeggio Rantin a 2338mt decidiamo di seguire
un sentiero mezzacosta che erroneamente crediamo porti al Col du Bard
in modo da saltare il Col Felita ma arrivare lo stesso alla Comba di
Vertosan. Il sentiero è buono ma non ci porta dove pensavamo ma all'Alpeggio
Les Ors a 2100mt ben distanti da Vertosan! Sono le 14,00 e dobbiamo
decidere il da farsi. Dopo una veloce analisi del percorso e valutato
che camminiamo già da 5 ore decidiamo di scendere verso Morge
così da rendere meno tosta la tappa di lunedì. Seguendo una carrozzabile
che porta alla frazione Challancin troviamo una
pensione/trattoria e decidiamo di fermarci a dormire lì, una doccia e un
letto vero non potranno che aiutarci. Facciamo un abbondantissima cena e
dopo una breve passeggiata per la graziosa frazione andiamo a nanna per
le 22,30. Il conto alla fine risulterà più che onesto: 37 euro a testa
per cena e pernottamento. La sintesi della giornata è: 7 ore di cammino
850mt in salita e 930mt in discesa.
<<< Dettagli escursione >>> |

Comba di Planavalle |
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Vista sulla valle centrale |

Mangiatoia |
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Il Bianco da Challancin |

Orari Pensione |
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4°
Giorno Lunedì 8 Agosto
Challancin (1610mt) - Lago e Colle Liconi (2674mt) - Courmayeur (1224mt) |
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Il Col Liconi da Challancin |

partenza sentiero a
Morge |

Sosta colazione dopo Morge |

Sentiero verso l'Alpe Liconi |

Alpe Liconi |
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Cappella all'Alpe Liconi |
Ci svegliamo verso le
7,20 e preparati gli zaini lasciamo la pensione alle 8,35.
Facciamo una breve sosta al "belvedere" per guardare la Valle
Centrale. Il primo obiettivo da raggiungere è Morge (1630mt),
dove arriviamo alle 9,10. Da qui prendiamo il sentiero per il Colle
Liconi...e per la prima volta in 3 giorni incrociamo qualche
escursionista. Ci fermiamo a prendere acqua in un torrente e facciamo
colazione davanti ad una graziosa baita ristrutturata. Riprendiamo il
cammino alle 9,50. Mapo detta il ritmo prendendo la salita un pò
troppo "secca", così che alle 11,20 siamo già all'Alpe Liconi che
si trova a circa 2000mt. Brevissima sosta per bere e mangiare
qualcosa e alle 11,35 siamo di nuovo in marcia. Adesso la meta è
il Lago Liconi . Il sentiero è decisamente ripido e si fatica
parecchio. Nelle ultime rampe Steo supera un Mapo in
"crisi" e raggiunge il Lago alle 13,00. Dopo qualche minuto
arriva anche uno stanchissimo Mapo. Abbiamo fatto circa 600mt
di dislivello in 1,30h e siamo veramente stanchi. Steo ha
malissimo ad un ginocchio e prende un Aulin, rimedio che Mapo stà
adottando già da un paio di giorni......"ahhhhh l'allenamento scarso
fà sempre brutti scherzi!". Recuperiamo le energie buttando giù un
tubo di Ringo tutto d'un fiato e
alle 13,35 ci rimettiamo in marcia
verso il Colle Liconi. In 25minuti siamo sul Colle (2674mt). La
vista sul Bianco è favolosa e troviamo delle persone con cui
scambiare qualche impressione, fa sempre piacere sentire voci diverse
che amano la montagna come noi. Siamo gli unici (non è una novità) a
scendere verso la Val Sapin che ci porterà dalle parti di
Courmayeur. La prima parte di discesa è da vertigini e bisogna fare
veramente attenzione a dove si mettono i piedi per non finire in fondo
in un sol colpo. Superato il tratto iniziale la discesa rimane ripida ma
non più "pericolosa" e ci portiamo in breve tempo a quote più basse. Le
ginocchia fanno veramente male, e il mix con le gambe cotte fa diventare
la discesa un "girone Dantesco". L'obiettivo è raggiungere un
alpeggio a 1800mt e pernottare lì pre scendere a Courmayeur
l'indomani. Steo ad un certo punto propone "perchè non
scendiamo stasera a Courmayeur e andiamo poi a far cena a Jovencan?".
Mapo guarda perplesso perchè il ginocchio fa male, ma preso un altro
Aulin si ricomincia a scendere verso la Borgata Chapin. Da qui
prendiamo una carrozzabile e giungiamo a Villar per le 17,30.
Prendiamo un bus per Courmayeur e siamo in macchina alle 18,00
dopo più di 8,30h di cammino....1150mt di salita e 1400mt di
discesa. Partiti in auto raggiungiamo Jovencan, nella
Comba di Vertosan alle 19,15 e dopo aver parlato con i gestori
dell'Agriturismo e montato la tenda ci sediamo a tavola alle 19,45.
Mangiamo come delle bestie e ci tiriamo giù 2 bottiglie di fino per
chiudere il giro. Dopo una breve passeggiata andiamo a dormire per le
22,30/23,00 contenti di aver raggiunto quasi tutti gli obiettivi
programmati.
<<< Dettagli escursione >>> |

La Grivola dall'Alpe Liconi |
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Sentiero per il Lago |

Bivio verso Colle e lago |
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Ultimi tornanti verso il
Lago |

Vecchi Alpeggi |
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Arrivo al Lago |

Lago Liconi dall'alto |
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Colle Liconi |

Steo e Mapo col Bianco |

La Val Sapin dall'alto |

Discesa vista dal basso |

Courmayeur |
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Il Bianco dal Colle Liconi |
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5° Giorno
Martedì 9 Agosto
Ritorno a casa |
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Dopo la
sveglia smontiamo la tenda, e caricato baracca e burattini in macchina,
torniamo a Torino dove arriviamo alle 11,30 circa! |
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Considerazioni sulla gita:
Sono stati 4 giorni molto
intensi. Abbiamo dovuto cambiare un pò il percorso studiato in origine per
stare nei tempi e non "morire per strada". Per i prossimi anni converrà
studiare dei percorsi meno impegnativi per poi al limite allungare. Comunque
il giro definitivo, che è quello descritto, si è rivelato faticoso ma
fattibile. Il giro Courmayeur - Courmayeur si chiude, e questa è ragione di
felicità. Niente appaga di più che tornare da dove si è partiti avevdo
vissuto 4 giorni interi per valli e montagne diverse, potendo vedere tra
l'altro, il Monte bianco da più angolazioni.
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